Fabio Sanvitale, Armando Palmegiani,

Vincenzo Mastronardi

 

SANGUE SUL TEVERE

Storie di serial killer, valigie e canari.

 

Sovera, 2014, 269 pagine con foto

Cesare Serviatti, Vincenzo Teti, Pietro De Negri, lo Squartatore del '76. Cos'hanno in comune? Sono stati quattro assassini cui non è bastato uccidere la propria vittima: hanno dovuto depezzarla, cioè compiere l'estremo oltraggio, quello di farla a pezzi. Il Tevere è stato il testimone silenzioso di questi delitti: e non parlerà. Tocca allora a me ed a Armando Palmegiani riprendere le indagini, questa volta insieme al professor Vincenzo Mastronardi. 

Quattro storie agghiaccianti, che vanno dagli anni Venti alla fine degli Ottanta, sullo sfondo di una Roma che cambia e si espande, si imbarbarisce, tra periferia e centro. 

Quattro storie diverse tra loro. Quattro viaggi tra montagne di atti processuali, sopralluoghi, ipotesi investigative...

 

Serviatti è quello che inganna le donne, le circuisce, promette di sposarle e poi le fa fuori come caramelle, lasciandone i pezzi in balia del fiume o su treni diretti verso altre città, in sanguinose valigie. Un uomo freddo, interessato solo al denaro e nient'altro...

 

Vincenzo Teti è protagonista di un incredibile caso di nera nell'estate dello sbarco sulla Luna. Abbiamo riletto la sua storia passo per passo, per capire cosa lo portò, quella notte, ad uccidere mentre i bambini dormivano, ad ingannare il mondo, a tornare a schiacciare pisolini accanto ai cadaveri, a fare quello che fece ai corpi, e tutto ostentanto sempre calma al bar con gli amici: e il movente che abbiamo scoperto è davvero assurdo...

 

Pietro De Negri lo conoscono tutti come il Canaro della Magliana. Un giorno, attrae e uccide nel suo negozio di toelettatore di cani Giancarlo Ricci, detto "er pugile", con cui non aveva certo un bel rapporto. Quello che gli fa è incredibile. Ma è quando lo arrestano che dà il peggio di sé, scrivendo un memoriale che lo consegna alla storia del crimine. Peccato che di bugie ce ne fossero tante. Le abbiamo trovate, tutte, ipotizzando anche che il delitto non abbia avuto lui solo come protagonista. Rileggendo la Magliana, il quartiere e la sua gente; ma anche la storia della vittima, di Giancarlo...  Una storia da riscrivere.

 

E poi: chi era lo Squartatore del '76, che fece affiorare dalle acque del fiume i pezzi di un corpo d'uomo così, come fossero le tessere di un puzzle? Cosa fece la Scientifica di allora?

 

Quattro assassini, quattro storie, tante vittime. Una sola città, Roma, che tutto contiene e tutto sa. E che è non solo sfondo, ma madre di ognuno di questi delitti.